La costituzione dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore (EHEA, European Higher Education Area) nell’ambito del “processo di Bologna” comporta la definizione dell’ordinamento didattico in termini di apprendimento dello studente, anziché in termini di insegnamento dei docenti. I descrittori hanno tale funzione ed il seguente significato:

  • i descrittori dei titoli di studio sono enunciazioni generali dei tipici risultati conseguiti dagli studenti che hanno ottenuto il titolo di studio;

  • il conferimento di un titolo di studio certifica che sono stati conseguiti i risultati di apprendimento attesi (learning outcomes) indicati nei descrittori; pertanto la descrizione dell’ordinamento deve indicare le modalità con cui i risultati di apprendimento attesi vengono conseguiti e verificati;

  • i “descrittori di Dublino” costituiscono un insieme organico di cinque descrittori, tra loro correlati e differenziati per ciclo di formazione.

Descrittori per il primo ciclo – I titoli finali di primo ciclo possono essere conferiti a studenti che abbiano conseguito le conoscenze, le capacità e le abilità sotto descritte.

  1. Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding) – I diplomati devono conseguire conoscenze e capacità di comprensione in un campo di studi di livello post-secondario e devono essere ad un livello che, caratterizzato dall’uso di libri di testo avanzati, includa anche la conoscenza di alcuni temi d’avanguardia nel proprio campo di studi.

Corso di Studio Superiore in Mediazione Linguistica (L-12) – I diplomati della classe devono possedere una piena conoscenza strutturale e funzionale delle due lingue straniere prescelte (LS1 e LS2). Per un verso essi si accostano alla lingua in termini di codice sociale accettato, fondato sulla rete di “significati” di cui è depositaria la comunità e che, in esito, viene a configurarsi quale “cultura” o sistema fondante dell’identità individuale e collettiva. Per un altro verso, essi consolidano e raffinano la competenza comunicativa posseduta in ingresso e se ne servono sia ai fini della interazione socio-culturale che in termini di uso professionale dello strumento-lingua quale mezzo privilegiato della comunicazione. Inoltre, la costruzione di una competenza aggiornata in linguistica generale crea le basi indispensabili per l’avvio della riflessione sulla lingua quale fenomeno sincronico/diacronico, cioè medium comunicativo in costante evoluzione che riflette, epoca dopo epoca, le condizioni della cultura ‘materiale’ dei gruppi sociali che quella lingua usano e le aspirazioni, le concezioni ideologiche, le reti interpretative che razionalizzano e configurano la dinamica dei gruppi umani.

  1. Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding) – I diplomati devono essere capaci di applicare le loro conoscenze e capacità di comprensione in maniera da dimostrare un approccio professionale al loro lavoro, e devono possedere competenze adeguate sia per ideare e sostenere argomentazioni che per risolvere problemi nel proprio campo di studi.

Corso di Studio Superiore in Mediazione Linguistica (L-12) – Nel corso del triennio le conoscenze e competenze consolidate e raffinate sono poste al servizio dell’interazione culturale, ‘corredo’ privilegiato nei vari livelli professionalizzanti che mirano a rispondere alla sfida apicale della contemporaneità di una realtà caratterizzata da fenomeni di interscambio, ibridazione socio-ideologica e globalizzazione. In questa prospettiva, il percorso di “Mediazione linguistica” è destinato ad incrociare competenza linguistica avanzata, capacità critico-metodologica aperta all’aggiornamento costante, alla metariflessione e alla comprensione dei fenomeni sociali dell’interscambio e della globalizzazione culturale.

  1. Autonomia di giudizio (making judgements) – I diplomati devono avere la capacità, nel proprio campo di studio, di raccogliere ed interpretare i dati ritenuti utili a determinare giudizi autonomi, inclusa la riflessione su temi sociali, scientifici o etici ad essi connessi.

Corso di Studio Superiore in Mediazione Linguistica (L-12) – I due fronti su cui si misura il profilo che si intende formare, quello della competenza avanzata linguistico-culturale e quello della mediazione linguistica, implicano l’adesione e il consapevole sviluppo di un codice etico-professionale dal quale non è possibile prescindere. Lingue, culture, modelli di mediazione, significano apertura al dialogo e al confronto, perseguimento consapevole della relatività di ogni soluzione e rifiuto deciso di ogni suggestione totalizzante, non rispettosa delle individualità storicamente riconosciute così come delle identità collettive che contrassegnano le diverse epoche e società.

  1. Abilità comunicative (communication skills) – I diplomati devono saper comunicare informazioni, idee, problemi e soluzioni a interlocutori specialisti e non specialisti.

Corso di Studio Superiore in Mediazione Linguistica (L-12) – Sia che si imbocchi il percorso linguistico-culturale, e quindi si prospetti quale obiettivo primario l’attività di mediazione e formazione, sia che si privilegi il percorso della mediazione linguistica professionale, e quindi si coltivi l’interesse altrettanto forte per la ‘trasmissione’ responsabile dei contenuti, i diplomati si misureranno con gli strumenti sofisticati della comunicazione, ovvero intermediazione, tra individui, gruppi, società. Le conoscenze acquisite, possedute e ampliate, approfondite e raffinate, saranno la bussola indispensabile per navigare attraverso l’universo comunicativo-interazionale costruendo/decostruendo ad ogni passaggio i paradigmi cruciali: individualità/collettività, tecnica/cultura, riflessione critica/uniformità valoriale.

  1. Capacità di apprendimento (learning skills) – I diplomati devono aver sviluppato quelle capacità di apprendimento che sono loro necessarie per intraprendere studi successivi con un alto grado di autonomia.

  2. Corso di Studio Superiore in Mediazione Linguistica (L-12) – La finalizzazione del Corso di Studio Superiore è mirato all’itinerario magistrale che lo segue (Classe LM- 94) nel quale si ampliano, si approfondiscono e si completano le conoscenze e competenze già acquisite. Sul piano metodologico-critico, la transizione è dal possesso lineare e funzionale dei ‘dati’ (linguistici, sociologici, culturali, ecc.) alla loro messa a punto e all’incrocio fra la serie fenomenologica socio-culturale e la serie tecnico-funzionale linguistica (registri, varietà, aree d’uso, linguaggi professionali, ecc.). Forma e contenuto a questo livello interagiscono in una sintesi in grado di sostenere aperture multiple e polisemiche.